Nel 1988 si concludono studi e rilevamenti condotti da diversi enti scientifici che dimostrano una diretta relazione tra i gas CFC e la rarefazione dello strato di ozono.
Gli aerosol sono accusati di essere nocivi all’ambiente, causa l’impiego di propellenti clorofluorocarburi (CFC). All’epoca solamente il 20 % dei prodotti contiene ancora i gas CFC, ma una campagna mediatica astiosa quanto disinformatrice demonizza l’industria dell’aerosol nella sua globalità.

Lindenberg abbandona i gas CFC alla fine degli anni ’70 per incompatibilità con le proprie produzioni. La sostituzione avviene con gli innocui butano e propano, propellenti dall’anima ecologica che non sono dannosi per l’ozono e sono perfettamente compatibili con l’eco sistema.

Sebbene l’industria degli aerosol disponga nell’immediato di propellenti alternativi la vicenda CFC/ozono apre la strada a nuove sensibilità e ad un mutato atteggiamento culturale verso la questione ambientale.

La costante attenzione verso la compatibilità ambientale diventa in Lindenberg condizione imprescindibile nell’attuazione dei piani produttivi.